A prima lettura sembrerebbe davvero uno strano Pesce d’Aprile, ma in realtà di legato al tradizionale giorno degli scherzi c’è soltanto la data. Infatti la Leica a partire dal 1 Aprile venderà direttamente le proprie fotocamere, interrompendo il sodalizio ormai trentennale con la Polyphoto. La scelta sembrerebbe legata alla desiderio dell’azienda tedesca di legare la propria immagine ad un’idea di esclusività, trasmessa anche tramite una catena di negozi dedicati sparsi in tutto il mondo, i Leica Store.
Uno di questi negozi è già presente in Italia, si tratta del negozio La Placa di Roma. Ovviamente le fotocamere Leica potranno essere vendute in tutti gli altri negozi, ma la distribuzione a partire dal prossimo mese sarà gestita direttamente dalla casa madre, si spera con il minimo disagio per i clienti italiani.
C’è infatti da ricordare che in Italia sono tanti gli utilizzatori di fotocamera Leica, basta vedere il numero di utenti che frequentano la comunità Leicapassion. Proprio uno di questi, Christian Sommella, ha sintetizzato in modo lampante in una discussione dedicata il punto di vista dell’utente finale:
Il passaggio di LEICA è persino in ritardo su quanto è successo nell’ultimo decennio nella distribuzione. Il Retail, ovvero la vendita diretta del produttore con dei negozi di proprietà, ha soppiantato quasi completamente i multibrand e in molti casi i Franchisee. Questo perché inglobano due passaggi di guadagno: il sell in (vendita whole sale dell’Azienda dei prodotti ai rivenditori) e il sell out, la vendita al consumatore finale. Fin qui tutto quasi accettabile. Salvo altri ragionamenti di spiazzamento di gente che ha lavorato per le Aziende per anni..ma è un altro discorso. Il grande problema che si è verificato in molti settori è stato che i vecchi distributori avevano anni di esperienza sia tecnica che di relazione col cliente. Le Aziende invece si sono posizionate davanti al cliente finale molto goffamente con personaggi poco tecnici ed esperti e non abili come i commercianti nel gestire i rapporti col cliente. I vari inglesismi ad hoc di Customer Care, Satisfaction, Service e i protocolli severi hanno tentato di organizzare servizi e competenze che in realtà sono peggiorati. Sono scatole vuote. Prima c’erano le persone, magari alla buona, ma che sapevano. Oggi Aziende eleganti e ripulite che però non sono sempre in grado di dare quello che c’era prima. Tutta immagine a scapito del prodotto. Forma su sostanza.Via | Reflex.it
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